Un top femminile ed estroso per lo stile Primavera.
Una blusa semplice e romantica per lo stile Autunno.
Una t-shirt basica e un gioiello etnico per lo stile Inverno
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Lo stile comportamentale influenza quello che scegliamo dal nostra guardaroba: sperimentiamo! Immagina di andare ad una festa, dress code: bianco e neutri. Una blusa elegante ed un gioiello minimal per lo stile Estate.
Un top femminile ed estroso per lo stile Primavera. Una blusa semplice e romantica per lo stile Autunno. Una t-shirt basica e un gioiello etnico per lo stile Inverno
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Belli i pantaloni ma che colore ci abbino sopra? Quello che vuoi, l'importante è l'accessorio, deve riprendere i colori della fantasia dei pantaloni: sperimentiamo! Procediamo da un livello facile con gli stessi colori della fantasia, ad un livello medio con dei colori neutri (champagne e grigio) ad un livello difficile con dei colori chiari e dei colori scuri che non sono presenti nella fantasia e non sono sufficientemente neutri (rosa e giallo, bordeaux e marrone). Funziona per il principio di continuità visiva.
Lo spiega la psicologia della Gestalt: il nostro cervello percepisce elementi visivi come parte di una stessa figura se sono disposti in modo da formare un percorso continuo e l'accessorio svolge questa funzione di collegamento tra la parte alta e la parte alta. I colori scuri creano un senso di chiusura e distanza, possono avere un effetto calmante favorendo protezione.
I colori chiari creano un senso di apertura e relax favorendo benessere. La psicologia del colore ti aiuta a scegliere le tonalità per raccontarti e sostenere il tuo umore. Una stessa gonna + 3 camicie = stili diversi
Perché succede? Pur mantenendo uno stesso elemento, come in questo caso la gonna, a seconda delle stampe e dei colori che accostiamo l'immagine diventa più - romantica: con una camicia con colletto alla coreana e stampa floreale dai toni pastello - seria: con una camicia con colletto a punta, ben abbottonato , stampa romboidale dai colori più polverosi - grintosa: con una camicia in tinta unita di un energico colore rosso Va detto poi che anche l'associazione della tipologia dei capi crea un effetto: una camicia in generale è un capo più formale di una t-shirt e meno di una giacca. Tutti questi elementi si sommano algebricamente tra di loro e creano un effetto, nel ho parlato qui. Quando poi vediamo l'immagine che leggiamo come romantica, seria o grintosa, cosa ci attira verso l'una o l'altra? Secondo me il vestito che scegliamo dipenda dalla stoffa di cui siamo fatti, vale a dire da come è fatto il nostro habitus, ne ho parlato qui. La nostra stoffa (habitus) corrisponde al nostro stile di pensiero, relazionale e comportamentale che ci orienta (anche) in fatto di abbigliamento. Ed ecco che se la mia stoffa è fatta di:
Parafrasandolo possiamo dire che possiamo vedere il nostro stile in quello spazio tra l'abito ideale per noi e la realtà di quello che indossiamo, lì possiamo vedere dove siamo, come stiamo, cercarci tra il volere e il potere del momento. Abbinamenti di colore vicini o lontani sulla ruota cromatica hanno effetti diversi dal punto di vista estetico, comunicativo sia verso l’esterno sia verso di sé. Partiamo dagli accostamenti di colore che sono più vicini, si tratta degli abbinamenti monocromatici ed analoghi. Per abbinamento monocromatico, o tono su tono, si intende un abbinamento della stesso colore, si tratta delle sfumature poste sullo stesso spicchio della ruota cromatica. A livello estetico dona a chi nel suo mix cromatico presenta un basso contrasto. L’effetto comunicativo e di sensazione interna è elegante e sobrio, a seconda che il colore scelto sia chiaro o scuro si va poi da impressioni e sensazioni di vicinanza e serenità a quelle di serietà e distanza , via che il colore diventa più profondo. Per abbinamento analogo si intende un accostamento tra due o tre colori che sono vicini sulla ruota. A livello estetico dona a chi nel suo mix cromatico presenta un contrasto medio basso. A livello comunicativo e di sensazione interna, crea un senso di armonia, trattandosi di colori simili tendono a fondersi, l’effetto generale è di serenità e comfort. Gli accostamenti di colori che sono più distanti sulla ruota cromatica sono quelli tra colori complementari, che sono situati ai poli opposti. A livello estetico donano a chi ha un contrasto medio alto. A livello comunicativo e di sensazione interna trasmettono energia e grinta poiché uno accanto all'altro vibrano, rafforzando la propria luminosità a vicenda. Osserviamolo con qualche esempio di abbinamento nel quale i capi sono gli stessi, cambiano solo i colori. In generale gli abbinamenti con colori tono su tono risultano più equilibrati e delicati con il rischio di diventare un po' piatti, mentre gli abbinamenti con colori a più elevato contrasto risultano più vistosi e incisivi, con il rischio di diventare confusivi nel dirigere lo sguardo, infatti se sono presenti in ugual misura si annullano poiché competono per emergere e il risultato è caotico, occorre scegliere il dominante e il subalterno.
Anche le stagioni interne hanno delle preferenze in fatto di vicinanza o distanza: l'inverno predilige il monocolore, l'autunno e l'estate un contrasto medio basso, la prima per non dare troppo nell'occhio, la seconda perché risulta più raffinato, la primavera invece ama mettere vicino quello che è distante! Quanto conta il colore nel creare un'impressione?
Una ricerca sull'impatto del colore nel marketing condotta dall’Università di Winnipeg in Canada, ha dimostrato che conta tantissimo, infatti fino al 90% dei giudizi formulati sui prodotti, si basano sul colore. I colori definiscono quindi il modo in cui gli osservatori percepiscono la personalità del prodotto e di conseguenza del marchio. Possiamo estendere questo risultato anche al colore dei vestiti? Io direi di sì, qui la stessa gonna è abbinata con lo stesso modello di T-shirt in colori diversi. L'impressione generale del look cambia, diventa più seria con il nero, più semplice con il bianco, più femminile con il rosa, più forte con il rosso, più e esotica con il verde e più tradizionale con il blu. Quella che segue è la cronaca di una giornata #noninpalette, che mi ha fatto riflettere sulla distinzione coloràti/colòrati.
Vale a dire la dimensione dello stato del colore sulle cose (coloràti) e la dimensione intenzionale del mettere il colore su di noi e nelle cose (colòrati). Ma andiamo per gradi, l’altro giorno ho messo capi coloràti di colori caldi che riconosco non starmi bene, anche se probabilmente ad un livello più sottile ed energetico ne avevo bisogno. Durante la giornata passando davanti agli specchi del negozio constatavo come mi sbattessero, non c’è che dire i colori armonici con il nostro mix cromatico a livello estetico fanno il loro lavoro …. Indossavo un gilet marrone e giallo (per quanto non fosse un giallo così caldo) e tutto il resto, che per una presunta coerenza estetica (o più probabilmente interna), avevo messo marrone non funzionava. Inoltre il bordino della maglia era decisamente alto e peggiorava la situazione. Quei capi erano lì nel mio armadio, e prima in esposizione in qualche negozio, che ne possono sapere loro di come saranno abbinati, utilizzati, indossati, se ne stanno lì coloràti come sono, a seconda di come sono stati concepiti, sta poi ai loro possessori fare il resto per colorarsi al meglio. Ma tornando a quel giorno, ho pensato che quel mix non l’avrei replicato e che anzi avrei potuto: sostituire qualche colore caldo con qualcun altro freddo, per esempio la blusa marrone con una viola, idem le calze e che avrei potuto abbassare il bordino del gilet cucendolo con un impuntura di un giallo freddo. Il risultato mi è piaciuto di più. Di qui è partito il pensiero e l’analogia con le giornate non in palette dal punto di vista dell’umore, quando non sto bene perché non mi sono piaciuta nei comportamenti: sul piano dell’assertività, della comunicazione, delle aspettative, delle richieste non fatte, o di credenze che mi hanno limitato nelle azioni. Ed ho pensato che esattamente come per i colori non in palette, che possono essere sostituiti o comunque modulati, anche per i comportamenti ci sono azioni di recupero che possono essere fatte. Anche i comportamenti e gli umori infatti possono essere coloràti così come vengono, quando sono reazioni o automatismi che partono e sta a me ricolorarli con intenzionalità e consapevolezza. Allora seguendo l’analogia di sopra:
E se anche a te capitano giornate non in palette considera che: - sono limitate nella durata: quei colori li indossi al massimo quanto? 8..10 ore e poi puoi toglierteli e ripartire il giorno dopo colorandoti con un nuovo abbinamento - in corso d’opera puoi fare dei micro aggiustamenti: cambiare qualcosa che migliori la situazione - avendo un po’ di tempo in più a tua disposizione, puoi fare cambiamenti più strutturati: un piccolo restyling che ti consente di tenere quello che hai usandolo in modo diverso. Per fortuna nulla è definitivo, tutto in evoluzione, anche nella definizione dello stile (dentro&fuori)…. sperimentare per credere! L’ambiente in cui trascorriamo il nostro tempo ci espone all’influenza di stimoli e sensazioni che producono diversi effetti sul nostro umore e sul comportamento. A sostenerlo è quel filone della psicologia che va sotto il nome di psicologia ambientale che studia il rapporto tra l’individuo e l’ambiente fisico andando alla ricerca di come quest’ultimo possa influire e condizionare il comportamento di noi tutti.
Nello scorso post ho trattato il ruolo dei colori nel portare gioia nei propri ambienti e nell’abbigliamento partendo dalle suggestioni della designer Ingrid Fettel Lee nel suo libro Cromosofia e in questo post vorrei soffermarmi sull’uso dei simboli per uno scopo analogo. Questa volta il punto di partenza è stata una domanda, mi sono chiesta come mai nel tempo per le vie della città si tenda ad anticipare sempre di più il momento delle decorazioni natalizie, arrivando praticamente a farlo, almeno qui a Torino nella mia città, a inizio novembre. Questa domanda l’ho girata a Google :-) ed ho trovato una risposta che ha molto a che fare con le teorizzazioni della psicologia ambientale. Si tratta di uno studio dello psicologo americano Steve McKeown il quale sostiene che le decorazioni natalizie essendo collegate alle emozioni dell’infanzia rispolverano forti sentimenti della nostra parte bambina aumentando l’entusiasmo. Prosegue poi nel sostenere che “addobbare la casa per le feste sia anche un modo per compensare le mancanze del passato, in particolare per chi non ha avuto una famiglia unita e magari oggi è riuscito ad farne una propria”. Inoltre nell’articolo cita un ulteriore ricerca pubblicata sul Journal of Environmental Psycology sull’inferenza della caratteristica socievolezza dei proprietari delle case tramite l’impatto delle decorazioni natalizie sulle facciate esterne. Le case del campione sono state selezionate per rappresentare 4 casistiche derivanti dall’incrocio di due variabili: case con presenza/assenza di addobbi natalizi e proprietari con contatto sociale (valutato dai vicini) basso/alto. Dalla ricerca è emerso che le decorazioni trasmettevano ai valutatori socievolezza e apertura, infatti quando nelle case erano presenti le decorazioni natalizie, i valutatori attribuivano una maggiore socialità ai residenti valutati dai vicini come non socievoli. Dunque ci sono evidenze che le decorazioni natalizie possano offrire delle possibilità per il nostro benessere e per il miglioramento dell’umore, anche nei casi in cui questa festa attivi stati di malessere e tristezza. Nell’ottica di mettere a frutto questa possibilità di dare forma e colore ai prossimi giorni che precedono il Natale ho pensato a come poter amplificare nell’ambiente e nell’abbigliamento la presenza di stimoli che possano creare, sottolineare e vivere l’atmosfera natalizia. Il sistema più immediato che mi è venuto in mente è quello dei simboli, ne ho selezionati 24 relativi al Natale che saranno i protagonisti di questo periodo e potranno essere inseriti nei propri ambienti o nell’abbigliamento come ancoraggi per fare da catalizzatori all’atmosfera natalizia. Il primo di questi simboli, che inaugura il percorso, non poteva che essere lui: il calendario dell’avvento. I calendari tradizionali iniziano il conto la prima domenica dell'avvento (quest’anno sarebbe stata domenica 28/11), oggi, come consuetudine, si inizia il primo dicembre. Il calendario mostra i giorni rimanenti fino alla vigilia di Natale, generalmente è realizzato in caselle/scatolette di cartoncino, o sacchetti di stoffa numerati dall'1 al 24, dietro/dentro ai quali si pone un dolce, una caramella, un piccolo dono. Pubblicherò ogni giorno sui social un simbolo, l’invito è quello di inserirlo nella propria quotidianità, il calendario è inoltre presente in negozio e in alcuni giorni i clienti potranno partecipare ad una estrazione, chi pescherà il numero corrispondente al giorno del calendario riceverà un piccolo dono rappresentante il simbolo del giorno. Cosa ne dici sperimentiamo?! Approfondimenti Articolo blog Steve McKeown Articolo completo Abstract ricerca sull'inferenza della socievolezza e l' impatto delle decorazioni natalizie sul vicinatosul - Journal of Environmental Psycology Austero
Rigido, inflessibile, intransigente, di aspetto severo, solenne... Sono alcune definizioni del termine prese dal vocabolario Treccani. Questo look è (anche) così, ma cosa crea questa impressione? Tecnicamente in semiotica sono le categorie visive a generare le impressioni: forme, colori, posizioni nello spazio. Qui sono il colletto a punta, l'abbottonatura della camicia, la forma della gonna che genera un triangolo, e l'inquadratura della foto dal basso verso l'alto. Poco riescono a fare i cerchi chiari della camicia, contro il nero della gonna, della cintura e i colori scuri della camicia. Nel gioco della somma algebrica gli elementi austeri dominano su quelli più morbidi. L'abbinamento rientra nel guardaroba della Stagione Interna Inverno, chi lo guarda legge austerità, chi lo indossa vive austerità o meglio la protezione che deriva dall'austerità. Conoscere i bisogni che stanno alla base delle nostre scelte ci permette di soddisfarli anche nella quotidianità del vestire, conoscere i messaggi delle categorie visive permette di avere consapevolezza degli input che diamo verso l'esterno il risultato è maggiore allineamento tra intenzioni e interpretazioni. Per farlo posso allora chiedermi di fronte ad un abbinamento come questo:
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Maggio 2025
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